Per recarci sulla sommità del panoramico Gianicolo dobbiamo prendere il Bus 115 a Viale Trastevere, arrivati sul colle notiamo subito, al centro della Piazza, dedicata all'eroe dei due mondi, il monumento equestre a Garibaldi, la terrazza panoramicissima si affaccia sui tetti di Roma. Ci avviamo a scendere dal colle immersi nei platani che fiancheggiano Via Garibaldi, arriviamo poco dopo alla Fontana Paola (foto) che troneggia nella piazzetta semicircolare che la ospita. Ecco la chiesa di S.Pietro in Montorio, altra meta di giovani che si sposano, fu fondata nel IX° secolo. All'interno la "Flagellazione di Gesù" dipinta da Sebastiano del Piombo e la 'Madonna della Lettera del Pomarancio.
Usciamo dalla chiesa e alla sinistra vediamo il Tempietto opera di Donato Bramante. Lasciamo Via G. Garibaldi per scendere a Trastevere da Via G. Mameli, dopo circa 150 metri c'è la fontana del prigione proprio di fronte all'imbocco di Via L. Manara che percorriamo andando ad infilarci nelle viuzze piene di caffé, ristoranti e pizzerie con tavoli all'esterno. Prendiamo a sinistra una delle vie che porta verso Piazza S. Maria in Trastevere; centro della vita del quartiere caratteristico per l'aria popolaresca che conserva, nella quale c'è la chiesa di Santa Maria in Trastevere. La chiesa fondata nel IV secolo, e ricostruita nella forma attuale da Papa Innocenzo II, ha la facciata ornata di mosaici con al fianco un campanile romanico. All'interno sono visibili i preziosi mosaici bizantini (foto) sulla vita della Madonna.

Ripartiamo dalla piazza e dirigiamoci verso Viale Trastevere che taglia in due l'antico rione ed approdiamo a Piazza Mastai per poi girare a destra in via della Luce ed arrivare così in Piazza S.Francesco d'Assisi. Nella chiesa di San Francesco a Ripa, (nell'annesso convento benedettino alloggiò il Santo patrono D'Italia) è ospitata l'ultima opera di Gianlorenzo Bernini: la stupenda scultura della Beata Ludovica Albertoni.
Dietro la piazza si percorre Via Anicia, per voltare alla prima a destra, Via Madonna dell'Orto, che conduce a Via di Santa Cecilia e all'omonima basilica paleocristiana, dove, oltre ai resti dell'affresco del Cavallini si può ammirare il baldacchino gotico di Arnolfo di Cambio [1283] e soprattutto la scultura di Santa Cecilia realizzata nel 1600 da Stefano Maderno. Se avete ancora tempo e voglia, da qui si può raggiungere il lungotevere dirimpetto l'isola Tiberina e visitarla.

|
|
|
|
|
|